In evidenza: sindacati dei docenti, rappresentanze studentesche e dirigenti scolastici europei chiedono ai governi UE di respingere una modifica al GDPR che permetterebbe di addestrare l’IA sui dati di studenti e insegnanti senza consenso esplicito.


Normativa e policy europea

Dati scolastici e addestramento dell’IA: l’allarme congiunto di docenti, studenti e dirigenti europei

In vista di un passaggio decisivo al COREPER, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri, tre organizzazioni europee del mondo della scuola — ETUCE (il comitato sindacale europeo dell’istruzione), OBESSU (le associazioni degli studenti delle superiori) ed ESHA (i dirigenti scolastici) — hanno scritto a diplomatici e governi UE contro un nuovo articolo 88 bis del GDPR, in discussione nel pacchetto Digital Omnibus sui dati. La norma estenderebbe il “legittimo interesse” come base giuridica per trattare dati personali nello sviluppo di sistemi di IA: per le tre organizzazioni significa che i dati di milioni di studenti e docenti potrebbero finire nell’addestramento dei modelli senza consenso esplicito, con garanzie più deboli su minimizzazione, trasparenza e diritto di opposizione. Le richieste: consenso esplicito, nessun riutilizzo commerciale dei dati scolastici, tutela piena dei diritti fondamentali. In Italia la posizione è stata rilanciata dalla FLC CGIL.

Va tenuta distinta dalla parte del Digital Omnibus che modifica l’AI Act, già diventata diritto vigente a luglio: questa riguarda il GDPR ed è ancora una proposta in negoziato. Per le scuole, che sono titolari del trattamento dei dati di minori, l’esito toccherebbe direttamente la base su cui valutare i fornitori di strumenti di IA.

📖 Nel wiki: Privacy e protezione dei dati · AI Act e Digital Omnibus: applicazione e rinvii (agosto 2026) · DPIA — Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati · Deployer (utilizzatore professionale di IA) · Commissione Europea 🔗 ETUCE · FLC CGIL · Scuola Mag


Ricerca e framework internazionali

Entusiasmo e preoccupazione non sono gli estremi di una scala: uno studio su 1.405 docenti in cinque Paesi

Il 25 settembre Frontiers in Education ha pubblicato uno studio della USC Rossier School of Education, della Ohio State University e di WISE (Qatar) sulle convinzioni di 1.405 insegnanti di scuola primaria e secondaria in Stati Uniti, India, Qatar, Colombia e Filippine. La “prontezza” all’IA, il sostegno dell’istituzione e l’uso pregresso spiegano circa la metà della variabilità nelle opinioni positive; gli stessi fattori spiegano invece pochissimo delle preoccupazioni su plagio e creatività. Anzi, chi si sente più preparato tende a preoccuparsi di più per la creatività degli studenti.

La conclusione degli autori è che atteggiamento favorevole e timori etico-pedagogici viaggiano su binari separati: la formazione che fa crescere il primo non riduce automaticamente i secondi, che vanno affrontati con interventi dedicati. Un’indicazione utile per chi progetta i percorsi degli snodi formativi PNRR, spesso centrati sull’uso degli strumenti più che sulle domande che il loro uso solleva.

📖 Nel wiki: DigCompEdu — competenze digitali degli educatori · Valutazione e integrità accademica · 2025) · Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy) 🔗 Frontiers in Education


Studio e apprendimento

Università: l’88% dei docenti crede nel manuale, solo il 17% degli studenti lo usa

Il 23 settembre a Roma l’Associazione Italiana Editori ha presentato una ricerca di Talents Venture su 463 docenti di 34 atenei. Circa sette professori su dieci ritengono gli studenti meno preparati per la perdita dell’abitudine a studiare sui manuali: il 69% degli studenti si affida alle slide del corso, il 52% ai soli appunti, e nella preparazione degli esami compaiono sintesi prodotte con strumenti di IA. Tra gli effetti osservati dai docenti, il 41% indica un calo delle capacità di analisi e ragionamento critico, il 28% una preparazione superficiale e nozionistica. Paradosso segnalato dalla stessa ricerca: sette editori universitari su dieci hanno già integrato strumenti di IA nei propri prodotti.

Il dato riguarda l’università, ma descrive abitudini di studio che si formano prima, nella secondaria: il passaggio dal testo completo al riassunto — anche generato — è lo stesso nodo che il wiki tratta come rischio di delega cognitiva.

📖 Nel wiki: Pigrizia metacognitiva · Pensiero critico · OECD Digital Education Outlook 2026 🔗 Corriere dell’Università · Edunews24 · il Giornale


Sintesi redazionali a cura di Antonio Scaramuzzino. Per il contenuto completo consultare sempre le fonti originali.