Definizione
La definizione più citata (2025) descrive il cyberbullismo come un atto aggressivo e intenzionale, compiuto da un gruppo o da un individuo tramite forme elettroniche di contatto, ripetutamente e nel tempo, contro una vittima che non può difendersi facilmente.
Come funziona
Tre elementi qualificano il fenomeno rispetto al conflitto occasionale: intenzionalità, ripetizione nel tempo e squilibrio di potere tra autore e vittima. Gli ambienti digitali ne amplificano la portata (pubblico potenzialmente illimitato, persistenza dei contenuti, anonimato percepito, assenza di “ore di tregua”).
Applicazioni o esempi
- Ambito centrale dell’educazione alla cittadinanza digitale e del benessere negli ambienti digitali.
- Connesso ai rischi della reputazione digitale e dell’impronta digitale.
- A scuola rientra nei patti educativi digitali e nelle attività di prevenzione e media education.
Relazioni con altri concetti
- Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy) — la cittadinanza e la consapevolezza digitale sono leve di prevenzione
- Deepfake — può essere usato come strumento di molestia/diffamazione
- Disinformazione e misinformazione — entrambi sfruttano la viralità delle piattaforme
Contraddizioni e dibattiti
Equilibrio tra tutela della vittima, libertà di espressione e responsabilità delle piattaforme; difficoltà di intervento quando l’autore è anonimo o minorenne.
Fonti
Glossario delle competenze digitali e dell’IA (definizione: Smith e altri, 2008)