In evidenza: uno studio su 26.811 studenti misura per la prima volta su larga scala il “costo di apprendimento” dell’IA generativa — voti dei compiti in salita, risultati agli esami in caduta.
Ricerca
Il “learning penalty” dell’IA generativa: +18% nei compiti, −20% agli esami
L’evidenza empirica più solida finora sul rapporto tra IA e apprendimento arriva da un working paper di David Strömberg (Stockholm University), Victor Lei e Yanhui Wu (University of Hong Kong), rilanciato dalla stampa italiana il 19-20 agosto. I ricercatori hanno seguito 26.811 studenti di secondaria in una contea della Cina centrale da settembre 2022 a giugno 2025, incrociando tre fonti indipendenti: voti e tempi dei compiti settimanali, esami mensili in classe, esami di Stato per l’accesso alle superiori e all’università.
Il quadro che emerge è coerente e preoccupante. Nei sei mesi successivi all’adozione dell’IA i voti dei compiti salgono del 18% e il tempo di svolgimento scende da 64 a 45 minuti (−30%); nello stesso periodo i punteggi degli esami in classe senza strumenti digitali calano del 20%. A due anni di distanza il divario si allarga: −18% / −24% negli esami di Stato. Il dato decisivo è però un altro: la perdita si concentra sull’81% di utenti i cui tempi di completamento rivelano una delega integrale del compito; chi mantiene invariate le ore di studio subisce perdite marginali. Le ricadute sono più forti nelle materie umanistiche e sociali, tra gli studenti più giovani e — controintuitivamente — tra quelli con rendimento più alto.
Non è quindi l’accesso allo strumento a produrre il danno, ma la sottrazione dello sforzo cognitivo produttivo: la stessa dinamica che il wiki descrive come pigrizia metacognitiva, qui quantificata su dati amministrativi anziché autodichiarati. È anche un argomento forte a favore di un’idea di valutazione che guardi al processo e non soltanto al prodotto consegnato.
📖 Nel wiki: Pigrizia metacognitiva · Valutazione e integrità accademica · Pensiero critico · Valutare nell’era dell’IA: dal prodotto al processo 🔗 SSRN — The Generative AI Learning Penalty · CEPR — Discussion Paper 21577 · QN — la sintesi in italiano
Normativa e policy
Il Consiglio dei ministri chiude l’attuazione italiana dell’AI Act
Il CdM del 4 agosto 2026 ha approvato in esame definitivo i due decreti legislativi di adeguamento all’AI Act, in attuazione della delega dell’art. 24 della legge 132/2025 (approvazione preliminare il 10 giugno, poi parere delle commissioni parlamentari). L’architettura istituzionale è ora fissata: AgID è l’autorità di notifica, l’ACN è l’autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione europea. Per una scuola questo significa avere finalmente un riferimento identificato in caso di controlli o segnalazioni sui sistemi di IA in uso.
Il decreto sulla governance contiene anche misure che toccano direttamente il sistema di istruzione: 100 milioni di euro destinati a contrastare i rischi da abuso delle piattaforme digitali, l’aggiornamento delle indicazioni nazionali e la previsione di una formazione stabile dei docenti — non più solo l’onda dei percorsi PNRR. Il secondo decreto disciplina l’impiego dell’IA nelle attività di polizia e introduce l’art. 437-bis c.p., che sanziona l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio.
📖 Nel wiki: Legge 23 settembre 2025, n. 132 · Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) · ACN — Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale · Governance scolastica dell’IA · Deployer (utilizzatore professionale di IA) 🔗 Dipartimento Affari europei — CdM del 4 agosto 2026 · Federprivacy · Requadro
Digital Omnibus: due nuovi divieti su deepfake intimi e materiale pedopornografico sintetico
Il Regolamento (UE) 2026/1744 — il Digital Omnibus sull’IA — è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione il 24 luglio 2026 ed è entrato in vigore il 27 luglio. Oltre al rinvio degli obblighi sui sistemi ad alto rischio già segnalato nell’edizione precedente, il regolamento amplia l’elenco delle pratiche vietate dell’art. 5: sono ora proibiti i sistemi che generano o manipolano contenuti intimi non consensuali (le cosiddette app di nudification), salvo consenso libero, specifico e informato della persona ritratta, e quelli che producono materiale di abuso sessuale su minori, anche solo parzialmente sintetico. I nuovi divieti si applicano dal 2 dicembre 2026; per i fornitori scattano quando la generazione di tale materiale è la finalità prevista del sistema oppure un esito ragionevolmente prevedibile in assenza di misure tecniche adeguate.
Per la scuola secondaria è una novità tutt’altro che astratta: i casi italiani di immagini manipolate di compagne e compagni di classe — con derive di sextortion — sono documentati da anni e finora si affrontavano solo con gli strumenti penali ordinari e con l’intervento del Garante sulle singole app. Resta da vedere quanta parte del fenomeno il divieto intercetti davvero, dato che le piattaforme coinvolte operano in larga misura fuori dall’Unione.
📖 Nel wiki: AI Act e Digital Omnibus: applicazione e rinvii (agosto 2026) · 1689 · Deepfake · Cyberbullismo · AI Act — categorie di rischio 🔗 Altalex — il Digital Omnibus in GUUE · Diritto e Giustizia · Il Sole 24 Ore — NT+ Diritto
Valutazione e sguardo internazionale
La Danimarca riscrive gli esami: difesa orale, firewall, compiti a mano
Il ministro dell’Istruzione danese Magnus Heunicke ha presentato il 6 agosto un pacchetto di misure a effetto immediato contro l’uso improprio dell’IA nella secondaria, primo passo verso una strategia nazionale su scuola e università. Le misure: circa 9.000 studenti che redigono l’elaborato annuale dovranno difenderlo oralmente; le scuole dovranno adottare software di monitoraggio degli schermi durante le prove scritte e installare firewall per filtrare l’accesso alla rete; il governo raccomanda inoltre di assegnare compiti scritti a mano e di spostare la produzione dei testi prevalentemente in classe.
La decisione poggia su dati propri: a febbraio l’istituto nazionale di valutazione ha rilevato che, su 1.411 maturandi — la prima generazione ad avere avuto i chatbot per quasi tutto il percorso — due terzi ammettevano di aver usato l’IA almeno una volta in un modo che loro stessi definivano scorretto; le verifiche a campione mostravano prestazioni peggiori dei predecessori proprio nelle prove scritte in classe senza strumenti digitali. È il riscontro nazionale di ciò che lo studio cinese misura su scala individuale, e anticipa un dibattito che l’Italia affronterà con le nuove Indicazioni nazionali.
📖 Nel wiki: Valutazione e integrità accademica · Supervisione umana (human-in-the-loop) · Scuola aumentata · Privacy e protezione dei dati 🔗 Orizzonte Scuola — le misure del ministero danese
Sintesi redazionali a cura di Antonio Scaramuzzino. Per il contenuto completo consultare sempre le fonti originali.