Definizione

Insieme strutturato di documenti, figure e procedure che ogni istituzione scolastica deve adottare per introdurre l’IA in modo controllato. L’introduzione dell’IA non è lasciata all’iniziativa dei singoli, ma richiede una governance rigorosa, etica e proceduralizzata, in cui la scuola assume formalmente la qualifica di “deployer” (utilizzatore professionale) ai sensi dell’Art. 3, punto 4, dell’AI Act, assumendosi la piena responsabilità giuridica, tecnica ed etica dei sistemi utilizzati.

Come funziona

La governance si articola su documenti e figure definiti dalle Linee Guida MIM:

  • Atto di Indirizzo: documento politico-istituzionale emanato dal Dirigente Scolastico (garante dell’innovazione), che fissa visione, principi e priorità strategiche e fornisce il mandato per il Piano d’Istituto.
  • Piano d’Istituto per l’IA (PIA): elaborazione tecnica che diventa parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), accompagnata da un Regolamento d’uso.
  • Gruppo di Lavoro per l’IA e Referente per l’IA (RIA): figure che coordinano le attività didattiche e tecniche.
  • Data Protection Officer (DPO): consultato obbligatoriamente per la stesura della DPIA e, in caso di sistemi ad alto rischio, della FRIA.

Applicazioni o esempi

Cronoprogramma operativo sull’anno scolastico 2025/2026, in vista della piena applicazione dell’AI Act dal 2 agosto 2026:

  • Novembre–Dicembre 2025 (Definizione): costituzione del Gruppo di Lavoro e nomina del RIA, circolari regolative, analisi della maturità digitale (AI readiness) e revisione delle policy privacy.
  • Gennaio–Marzo 2026 (Pianificazione): avvio della formazione del personale, elaborazione del PIA e del Regolamento, presentazione agli organi collegiali per l’integrazione nel PTOF.
  • Aprile–Giugno 2026 (Adozione): adozione formale dei documenti e avvio dei primi progetti pilota.
  • Entro il 2 agosto 2026: piena conformità all’AI Act.

Relazioni con altri concetti

Contraddizioni e dibattiti

Il quadro fa leva su un vantaggio temporale: il MIM anticipa gli obblighi dell’AI Act per dare alle scuole il tempo di strutturare un’innovazione controllata. La tensione è tra l’incoraggiamento all’innovazione e il carico procedurale (atti, piani, valutazioni d’impatto) richiesto a istituzioni con risorse e maturità digitale disomogenee.

Fonti

2025), 1689, Legge 23 settembre 2025, n. 132

Analisi correlate

Aggiornamento — settembre 2026

Il modello italiano — regolamento adottato da ciascun istituto, senza soglie d’età fissate a livello centrale — non è l’unico praticabile. Il 2 settembre 2026 le scuole pubbliche di New York hanno introdotto una soglia d’età di sistema: divieto d’uso studentesco dell’IA generativa dalla pre-K all’ottavo grado (circa 600.000 alunni), accesso ristretto solo alle superiori, limiti orari di schermo per fascia e perimetro esplicito anche sull’uso docente (consentito per progettazione e comunicazioni, vietato per valutazione, monitoraggio comportamentale e progettazione per alunni con disabilità). Il confronto tra le due impostazioni — regola decentrata vs soglia centrale — è un termine di paragone utile quando un collegio discute il proprio regolamento. Vedi 4 settembre 2026.

Alla governance didattica se ne affianca una contrattuale, finora assente dal quadro. La parte normativa del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, in trattativa all’ARAN nell’autunno 2026, dedica tre articoli all’IA sul rapporto di lavoro: informazione sindacale preventiva prima di introdurre un sistema, divieto di decisioni esclusivamente automatizzate con effetti sul personale e diritto a conoscerne i criteri, formazione e monitoraggio tramite organismo paritetico. È un livello distinto da quello del DM 166/2025 — riguarda il personale, non gli studenti — e resta soggetto al limite segnalato dal dibattito: l’organo di vigilanza è interno all’amministrazione che adotta la tecnologia. Testi non ancora vigenti. Vedi 20 settembre 2026.

Al tavolo ARAN del 28 settembre 2026 i sindacati (UIL Scuola, Federazione Gilda-Unams, FLC CGIL, Anief) hanno precisato le lacune della bozza sui tre articoli IA: mancano scadenze attuative, risorse economiche dedicate e la garanzia che la formazione avvenga in orario di servizio. La Gilda-Unams chiede inoltre l’esclusione esplicita delle scelte didattiche dal perimetro applicativo dell’IA, a tutela della libertà di insegnamento. Chiusura della parte normativa attesa entro fine 2026. Vedi 29 settembre 2026.

Il 29 settembre 2026 SNALS-Confsal ha portato al tavolo la richiesta di quadri contrattuali chiari su competenze digitali, responsabilità professionali e tutele contro interferenze improprie dell’IA sulla funzione didattica. I nodi restano gli stessi (scadenze, risorse, formazione in orario di servizio); il confronto in plenaria riprende il 3 novembre 2026. Vedi 4 ottobre 2026.