In evidenza: PISA 2025 misura per la prima volta l’uso dell’IA a scuola — 47% dei quindicenni italiani usa un chatbot ogni settimana, solo il 9% non lo usa mai per i compiti.


Ricerca e dati internazionali

PISA 2025: l’IA entra nella rilevazione, e i numeri sono già di massa

L’8 settembre l’OCSE ha pubblicato i risultati dell’indagine PISA 2025, condotta su oltre 760.000 quindicenni in 91 Paesi; la presentazione italiana è avvenuta lo stesso giorno a Roma, all’Archivio di Stato, a cura dell’INVALSI. Il quadro internazionale è in arretramento: le medie OCSE scendono al livello più basso mai registrato nei tre domini fondamentali — scienze 482, matematica 463, lettura 461. L’Italia regge il colpo e si colloca sopra la media in tutti e tre: 483 in scienze, 474 in lettura, 468 in matematica.

La novità che riguarda questo wiki è però un’altra: PISA 2025 introduce il dominio innovativo Learning in the Digital World, pensato per misurare la capacità degli studenti di apprendere in autonomia usando strumenti digitali, e insieme raccoglie per la prima volta dati sistematici sull’uso dell’IA. I numeri italiani: 47% dei quindicenni dichiara di usare chatbot di IA almeno una volta a settimana per imparare — sostanzialmente in linea con il 46% della media OCSE — mentre solo il 9% dice di non usarli mai per attività scolastiche. Gli usi prevalenti sono la ricerca preliminare (39%), il riassunto di testi (36%) e la stesura di bozze di elaborati (30%).

Due incroci meritano attenzione, con la cautela che impone un dato correlazionale e non causale. Il primo: nei Paesi OCSE gli studenti che ricorrono all’IA per determinate attività ottengono in scienze circa 20 punti in meno, mentre chi ha ricevuto una formazione specifica sull’IA tende a risultati leggermente migliori. Il secondo: 37% dei quindicenni italiani riferisce che i compagni si distraggono spesso con i dispositivi durante la maggior parte delle lezioni di scienze (media OCSE 28%), e chi segnala distrazioni frequenti ottiene 13 punti in meno. Sul fronte opposto, un dato in cui l’Italia sta meglio della media: 73,7% degli studenti italiani dichiara di aver imparato a scuola a valutare le informazioni generate dall’IA, contro il 62,6% OCSE.

Per una scuola secondaria di primo grado la lettura utile è questa: non serve più chiedersi se gli studenti useranno l’IA, ma se l’istituto insegna a valutarne gli output. È l’unica variabile su cui i dati mostrano un segno positivo.

📖 Nel wiki: OCSE · Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy) · Pigrizia metacognitiva · Pensiero critico · OECD Digital Education Outlook 2026 · OECD AI Literacy Framework (2025) · L’IA alla prova delle evidenze 🔗 INVALSI — Risultati PISA 2025 · Corriere dell’Università — i dati su IA e distrazione · Agenda Digitale · Euronews · Il Fatto Quotidiano


Normativa e policy

Il Garante rimette in circolo il vademecum “La scuola a prova di privacy”

Con il rientro a scuola il Garante per la protezione dei dati personali ha rilanciato — ripreso dall’ANSA il 5 settembre nello speciale Back to School — le indicazioni del vademecum “La scuola a prova di privacy”, rivolto a dirigenti, docenti, studenti e famiglie. Non è un provvedimento nuovo, ma la sistemazione in un unico testo divulgativo di regole già vigenti, ed è il documento che un collegio docenti può mettere in mano a chiunque senza passare dal linguaggio normativo.

Sul versante IA i due punti fermi sono quelli già noti e qui ribaditi: gli strumenti di intelligenza artificiale possono sostenere apprendimento e organizzazione scolastica solo con garanzie adeguate, resta il divieto di pratiche particolarmente invasive come il riconoscimento delle emozioni, e il trattamento dei dati personali di studenti e docenti va limitato, privilegiando dove possibile dati sintetici e soluzioni rispettose della privacy. Il vademecum copre poi il perimetro quotidiano che spesso genera più conflitti dell’IA: smartphone e diffusione di immagini o audio senza consenso informato, registrazione delle lezioni ammessa per solo studio personale e secondo le disposizioni dell’istituto, divieto di videoregistrare le dinamiche di classe, gruppi WhatsApp, temi assegnati in classe.

Il valore pratico è di tempismo: è il materiale giusto da allegare al regolamento d’istituto sull’IA che ogni scuola deve adottare quest’anno, perché traduce in casi concreti gli stessi principi.

📖 Nel wiki: Garante per la protezione dei dati personali · Privacy e protezione dei dati · Riconoscimento delle emozioni · Dati sintetici · Piano d’Istituto per l’IA (PIA) e Atto di Indirizzo · Governance scolastica dell’IA · 2025) 🔗 ANSA — la privacy a scuola, dal tema in classe all’IA · News Istruzione — la sintesi delle regole


Didattica e ricerca italiana

”Io e l’IA”: 5.342 studenti raccontano come la usano davvero

Sono stati presentati a Valdobbiadene, al Festival dell’Innovazione Scolastica, i risultati dell’indagine nazionale “Io e l’Intelligenza Artificiale” curata da INDIRE insieme al Festival — l’edizione del 4 settembre ne annunciava la rilevazione, ora ci sono i numeri. Il campione è di 5.342 studenti di secondaria di primo e secondo grado, raccolto tra marzo e giugno 2026; va letto per quello che è, un campione di convenienza e non un campione rappresentativo a livello nazionale.

L’adozione è quasi totale: 94% usa l’IA almeno occasionalmente, 62% con frequenza settimanale o quotidiana (il 40,3% più volte a settimana, il 21,2% quasi ogni giorno), con un divario netto tra secondaria di secondo grado (98,5%) e medie (87,5%). L’84% la usa per studiare, soprattutto in italiano e scrittura (40,3%), lingue straniere (34,9%) e matematica e scienze (32,8%); il 76,5% ritiene che migliori la propria comprensione.

Il dato che i ricercatori — Samuele Calzone, Samuele Borri e Rosalba Manna — mettono in evidenza è però un paradosso della fiducia: il 62% dichiara di controllare le risposte con altre fonti, ma chi si fida molto e chi si fida pochissimo verifica di meno (intorno al 55%), mentre verifica di più chi ha una fiducia intermedia. Il 44% teme che un uso eccessivo riduca l’autonomia di pensiero; tra i timori generali prevalgono la sostituzione del lavoro umano (36%), la perdita di pensiero critico e la dipendenza (26%), il controllo e la manipolazione sociale (24%). Fuori dallo studio, un dato che riguarda direttamente la fascia delle medie: il 53% si è rivolto almeno una volta all’IA per sfogarsi o parlare di problemi personali, con maggiore incidenza tra le ragazze e tra i più piccoli.

Quest’ultimo numero sposta il tema dal regolamento d’istituto al piano educativo: un chatbot usato come interlocutore emotivo non è un problema di integrità dei compiti, è un problema di relazione e di ascolto a scuola.

📖 Nel wiki: Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy) · Pensiero critico · Pigrizia metacognitiva · Allucinazione · Valutazione e integrità accademica · Valutare nell’era dell’IA: dal prodotto al processo 🔗 INDIRE — i risultati dell’indagine · La Tecnica della Scuola — la ricerca “Io e l’IA” · La Tecnica della Scuola — il paradosso della fiducia


Framework internazionali

UNESCO: adottata la dichiarazione dei ministri, e arrivano i policy brief

L’8 settembre, in apertura della Digital Learning Week a Parigi (8-11 settembre), oltre 25 ministri dell’istruzione hanno adottato la dichiarazione ministeriale congiunta che chiede di preservare l’istruzione come diritto umano e bene comune nell’era dell’IA. I due principi portanti: progettazione, sviluppo e uso dei sistemi devono essere governati per le persone e dalle persone, in modo equo, inclusivo ed etico; e l’IA deve sostenere, non sostituire, il contributo professionale dei docenti.

Accanto alla dichiarazione, l’UNESCO ha diffuso durante la settimana una raccolta di policy brief su cinque nodi molto concreti per chi deve decidere: governance della sicurezza dell’IA, sovranità digitale, acquisto di sistemi (procurement), modelli di costo e adeguatezza all’età. Nello stesso quadro sono stati pubblicati i dati della rilevazione annuale presso le cattedre UNESCO sulle tendenze emergenti dell’IA nell’istruzione superiore e sono stati annunciati i vincitori del Premio UNESCO King Hamad Bin Isa Al-Khalifa per l’uso delle ICT nell’istruzione.

Dei cinque temi, procurement e adeguatezza all’età sono quelli che una scuola italiana incontra subito: scegliere un fornitore e decidere sotto quale età non si usa uno strumento sono esattamente le due decisioni che il regolamento d’istituto deve mettere per iscritto.

📖 Nel wiki: UNESCO · UNESCO — Guidance for generative AI in education and research (2023) · UNESCO — AI competency framework for students (2024) · UNESCO — AI competency framework for teachers (2024) · Supervisione umana (human-in-the-loop) · Divario digitale · Scegliere uno strumento di IA per la classe 🔗 UNESCO — la dichiarazione ministeriale · UNESCO — Digital Learning Week 2026 · UNESCO — premiazione ICT in Education 2026


Etica e dibattito pubblico

”Tu che ne sAI?”: l’IA come questione di tutela del consumatore

Il 15 settembre, a Palazzo Merulana a Roma, si chiude il progetto “Tu che ne sAI?”, promosso da cinque associazioni di consumatori — U.Di.Con., ADOC, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori — con finanziamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. All’evento finale vengono presentati i risultati di una consultazione civica nazionale sulla percezione dell’IA e una mappa dei rischi e degli strumenti di tutela nel rapporto tra consumatori e sistemi automatici.

La parte utile per le scuole è il materiale didattico: un corso gratuito in formato edutainment intitolato “Oltre l’algoritmo”, costruito con la gamification e attività su Minecraft, pensato per affrontare in classe temi come profilazione, pubblicità personalizzata e contenuti generati. L’evento è gratuito previa registrazione, con traduzione in LIS e diretta streaming.

L’angolatura è meno frequentata di quella pedagogica o normativa, ma incrocia un punto che le linee guida toccano poco: gli studenti incontrano l’IA prima di tutto come utenti di servizi commerciali, e l’educazione al consumo è una porta d’ingresso all’alfabetizzazione all’IA che le medie possono usare senza attrezzature particolari.

📖 Nel wiki: Alfabetizzazione all’IA (AI Literacy) · Gamification · Trasparenza algoritmica (art. 50 AI Act) · Disinformazione · Privacy e protezione dei dati 🔗 La Tecnica della Scuola — l’evento finale del progetto


Sintesi redazionali a cura di Antonio Scaramuzzino. Per il contenuto completo consultare sempre le fonti originali.